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Cosa sono le mascherine chirurgiche?

Le mascherine chirurgiche sono dispositivi che nascono per l’uso medico, spesso indicati con l’acronimo DM (Dispositivo medico), ma in questo periodo di crisi pandemica, acquisiscono lo status di DPI (Dispositivo di protezione individuale), questo è potuto avvenire grazie all’entrata in vigore del “Decreto Cura Italia” fino al termine del periodo “emergenza Covid-19” salvo nuove indicazioni.

Classificazione delle mascherine chirurgiche

Per la classificazione delle mascherine chirurgiche la norma di riferimento è la UNI EN 14683:2019 la quale individua tre tipologie di mascherine: Tipo I, Tipo II e Tipo IIR. La classificazione in Tipo I o II dipende dall’efficienza di filtrazione batterica, come vedi nella tabella qui sotto. A sua volta il Tipo II è ulteriormente suddiviso e quindi classificato a seconda che la mascherina sia resistente o meno agli spruzzi. In caso di resistenza agli spruzzi sarà presente la lettera “R”.

Scelta della mascherina

Per i lavoratori attivi nel mondo sociosanitario (personale ospedaliero, delle case di cura, RSA, ambulatori, servizi di ambulanza, ecc.) la scelta dovrebbe ricadere esclusivamente su mascherine chirurgiche tipo IIR, come da indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità e della norma UNI 14683.
Per tutti gli altri lavoratori fuori dall’ambito sociosanitario non sono previste raccomandazioni particolari sulla scelta, quindi potremo affidarci ad una delle tre tipologie di mascherine chirurgiche descritte, ma potendo scegliere è sicuramente più indicato orientare la propria scelta su prodotti più performanti e robusti come quelle di Tipo II e IIR.

Come affrontare l’emergenza Covid-19

L’uso delle mascherine chirurgiche, condizione necessaria ma non sufficiente, in quanto l’uso va combinato con le seguenti misure:

  • Lavaggio frequente delle mani in modo accurato con detergenti idonei o soluzioni/gel idroalcolici
  • Evitare di toccare con le mani le principali mucose: occhi, naso e bocca
  • Tossire o starnutire all’interno del gomito con il braccio piegato o di un fazzoletto, preferibilmente monouso, che poi deve essere immediatamente eliminato

Senza il rispetto di banali misure igieniche e di prevenzione l’uso delle sole mascherine chirurgiche come DPI rischia di essere inefficace ed in alcuni casi contro producente. E’ quindi necessaria una giusta consapevolezza nell’uso delle stesse.

Con l’uso delle mascherine chirurgiche sono al sicuro?

Le mascherine chirurgiche nascono per proteggere chi ci sta vicino, non noi che le indossiamo. E’ quindi sufficiente che qualcuno non le usi per renderne vano l’utilizzo da parte di chi è invece ligio alle regole. L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in combinazione con altre misure di igiene sopra citate.
E’ possibile che l’uso delle mascherine possa addirittura aumentare il rischio di infezione a causa di un falso senso di sicurezza, favorendo un maggiore contatto tra mani, bocca e occhi.
Sono presenti evidenze scientifiche, derivanti da studi svolti su alcuni virus influenzali, che dimostrano come non siano presenti sostanziali differenze del tasso di malattia tra gli operatori sanitari che indossavano e usano in maniera appropriata mascherine chirurgiche rispetto ai colleghi abituali, utilizzatori di mascherine FFP2 o FFP3

Si possono usare mascherine chirurgiche non certificate?

Se per non certificate intendi prive della marcatura di prodotto CE si è possibile!!!
Ti invito tuttavia a prestare estrema attenzione e cautela, perché ci sono dei distinguo da fare. Devi infatti sapere che:

Tutte le mascherine chirurgiche devono essere validate dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Vai sul sito ISS per leggere l’elenco, in continuo aggiornamento, degli importatori e/o produttori validati.

La deroga all’uso di mascherine prive del marchio CE, non significa che si possano usare DPI privi degli standard e requisiti di sicurezza, previsti dalla norma UNI 14683. Prima di effettuare un ordine accertati della provenienza e della presenza della validazione della fornitura.

Come indossarle: informazione, formazione e addestramento

Come tutti i DPI è obbligatorio fornire ai lavoratori l’informazione e formazione sui rischi e circa l’uso corretto, come previsto dal D.Lgs. 81/2008 in quanto da considerarsi DPI di terza categoria, necessari per proteggersi da un rischio biologico potenzialmente mortale.
Negli ultimi mesi di pandemia diverse persone si sono chieste da che lato si debba indossare la mascherina chirurgica: tenendo la parte colorata verso l’interno o verso l’esterno? Spesso le confezioni di questi dispositivi di protezione usa e getta non contengono indicazioni chiare al riguardo; inoltre, altri elementi come le cuciture dei cordini possono trarre in inganno, inducendo a indossare la mascherina al contrario.

La risposta:

Le mascherine chirurgiche devono essere indossate con la parte colorata (di solito azzurra) verso l’esterno in quanto formate da almeno tre strati:

  • Strato esterno in TNT prodotto con tecnologia spunbound, 35gr/mq. Questo strato ha la funzione di conferire resistenza meccanica alla mascherina trattato con sostanze idrorepellenti.
  • Strato intermedio in TNT prodotto con tecnologia meltblown, 25gr/mq. Questo strato svolge funzione filtrante le particelle virali e i batteri.
  • Strato interno in TNT prodotto con tecnologia spunbond, 35gr/mq. Questo interno bianco anallergico in grado di assorbire l’umidità che produciamo respirando, tossendo e parlando.

Igienizzare le mani, estrarre la mascherina dalla confezione e farla aderire al viso coprendo adeguatamente naso e bocca, tirare gli elastici di tenuta dietro le orecchie e modellare la clip nasale al volto facendola aderire al proprio naso esercitando una pressione graduale dal centro verso l’esterno delle narici.

Le suddette mascherine sono monouso e il loro utilizzo è consigliato per un tempo non superiore alle 8 ore consecutive.

Si possono riutilizzare le mascherine chirurgiche?

Le mascherine sono da considerarsi dispositivi monouso, del tipo usa e getta. A tal fine la norma UNI 14683 fornisce alcune utili indicazioni, dovrebbe infatti essere smaltita quando:

  • Non è più necessaria, ad esempio al termine del turno di lavoro.
  • Se diminuisce l’efficacia filtrante, ad esempio in caso di inumidimento.
  • Viene toccata con le mani non precedentemente igienizzate.

Si possono igienizzare per renderle nuovamente sicure e idonee ad essere nuovamente indossate?

In rete non mancano tutorial e video per la pulizia/sanificazione delle mascherine, da ritenersi validi solo in ambito extra-lavorativo.
E’ vero, sono presenti anche alcune evidenze scientifiche che dimostrano come l’uso di alcune tecniche di sterilizzazione/disinfezione ne consentirebbe il riutilizzo, ma nulla ad oggi risulta validato o giustificato dato dal il basso costo odierno di questi prodotti sul mercato italiano

Come si smaltiscono le mascherine

Le mascherine chirurgiche utilizzate in ambiente di lavoro, non contaminate, sono considerati “Rifiuti speciali assimilati agli urbani” codice CER 200301, smaltibili quindi nei rifiuti indifferenziati (secco non riciclabile).

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